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Affitti brevi, da qualche anno se ne parla molto. Le ultime novità normative hanno portato alla ribalda l’argomento.
Con affitti brevi si intende una tipologia di affitto che va da 1 notte fino a 18 mesi. All’interno della categoria si può distinguere l’affitto turistico che ha una durata massima di 30 giorni e quello transitorio che non supera i 18 mesi.

Ma a che punto siamo?
La situazione è stata analizzata da Halldis che recentemente ha presentato i risultati del suo osservatorio. La ricerca è stata condotta sugli immobili di 5 città italiane (Milano, Roma, Firenze, Bologna e Venezia). Si riferisce al confronto del primo semestre 2017 con il secondo del 2016.

I dati mostrano un mercato con dinamiche differenti a seconda del territorio e della città.
Permanenza e clientela dipendono della meta.
Le analisi condotte hanno permesso di identificare l’utente medio che preferisce gli affitti brevi alla tradizionale forma ricettiva.
Si tratta di una fascia giovane con un’età compresa tra i 25 ed i 44 anni e in prevalenza donne (62%).
I clienti sono principalmente italiani, primi tra gli stranieri gli americani.

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Affitti brevi, un mercato in espansione?

I dati evidenziano un mercato con tendenza in crescita.
Gli utenti sempre più scelgono i servizi dell’ospitalità ma con la comodità e la componente emotiva di una casa.
Un trend che è destinato confermarsi dato che la fascia che predilige questo tipo di soluzione è al di sotto dei 44 anni.
Una domanda in aumento dovuta anche ai cambiamenti del modo di vivere, lavorare e viaggiare delle persone.
Esistono poi grandi potenzialità se si considera il numero di immobili che potrebbero essere destinati agli affitti brevi. Immobili che nel loro stato di fatto rappresentano per i proprietari più un problema che una fonte di reddito.
Questa è una soluzione alternativa per i proprietari che non vogliono impegnare il loro immobile con formule tradizionali di affitto.
Un appartamento viene trasformato in struttura ricettiva e destinato, così, all’accoglienza dei viaggiatori.
Secondo Halldis “Questa tipologia di affitto consente infatti di incrementare il ritorno sull’investimento portando il rendimento dell’immobile fino al 7%, o comunque nella maggior parte dei casi, permette di coprire i costi che un immobile non utilizzato genera in ogni caso.

Affitti brevi e presentazione.
Il mercato è ancora relativamente nuovo e difficile da codificare contrariamente all’ospitalità convenzionale. Un aspetto da approfondire in futuro per arrivare ad una categorizzazione.
Una delle componenti importanti ai fini del numero delle prenotazioni è la presentazione degli interni. In altri paesi da questo punto di vista si è molto più avanti.
Elevare la qualità degli immobili significa riuscire a proporre un prodotto adatto al target di riferimento. Rivolgendosi alla giusta figura professionale (Home Stager) si possono ottenere ottimi risultati.
Curare gli interni di un’abitazione destinata agli affitti brevi consente di migliorarne la redditività.

 

I dati sono stati forniti da Halldis

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