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Eccomi nuovamente tra le pagine di “La nostra casa”, vecchio libro di economia domestica.
Sono arrivata ai paragrafi che riguardano le camere. Anche questi sono molto dettagliati e ricchi di spunti a tutt’oggi validi.

L’autrice scrive: “Le camere in generale. Scegli possibilmente stanze esposte a sud-est, soleggiate e nello stesso tempo munite di persiane (meglio se fatte in modo da graduare luce e ombra), spaziose. Non ingombrarle di mobili perché l’aria vi circoli più liberamente e perché diano anche all’occhio quel senso riposante che concilia il sonno e accentua l’atmosfera d’intimità. Preferisci le pareti intonacate a colori chiari che formino un’unica intonazione con i pavimenti di linoleum. […]. Accanto al letto, disposto presso la parete più lunga, due tavolini con lampada a palla verde o avorio. In fondo al letto, un basso divano; ai lati, due comode sedie; a portata di mano, un cassettone. Alla parete di fronte, l’armadio a specchio, […]. Scegli […]; sopraccoperte di picchè bianco per la notte; e di giorno copriletto di tela ruggine a ricami color bronzo, o in cinz o in damasco. Alle finestre, tende fitte e leggere, sulle pareti o sulla superficie dei mobili, qualche fotografia di famiglia. Sopra il letto, un bel quadro sacro; se scegli un arazzo, fallo chiudere in una cornice di legno lucidato al naturale. Presso il capezzale, la piletta dell’acqua santa. […]”
Nelle prime righe direi che vengono forniti consigli da Stager, o forse più semplicemente sono regole del “buon vivere” che occorre ogni tanto rispolverare! Certo gli spazi non sono più quelli di allora e oggi non c’è più posto per molti degli arredi che vengono descritti.

Si passa poi alla descrizione della camera dei bambini e dei “giovanetti“: “Hai in casa tua dei bambini dai due anni ai sei o sette? Sia per loro la stanza più ricca di sole e d’aria, rallegrata da colori vivaci: coperta, tendine, disegni alle pareti. Sulle pareti puoi far svolgere una bella fiaba, qualcuna delle più vicine al mondo infantile. […] Niente tappeti per terra, ma stuoie dai vivaci colori, intonati a quelli della coperta e delle tende. Pochi e bassi mobili laccati d’azzurro o di rosa; un armadio a muro per giocattoli. […]”
Mi piace l’idea della favola che si sviluppa sulla parete, potrebbe essere utilizzata per una delle vignette da Stager quando non è possibile arredare una cameretta ma suggerendo comunque qual è la sua funzione.
Ed ecco la descrizione della “camera per i giovanetti”. “Camera-studio; quindi arredata, in bell’armonia di mobili, per il riposo e per il lavoro. Armonia anche di tinte. Preferisci le semplici stoffe quadrettate per i maschi; e i disegni di roselline o di arabeschi delicati su fondo tenue per le fanciulle a cui s’adattano anche legni d’acero chiaro. Tende fresche e leggere di Sangallo a fiori, molto adatte a camere con mobili chiari. Pochi mobili; il letto, uno scrittoio, qualche sedia, una poltrona, uno scaffale con ordinatissimi libri, un armadio con specchi nascosti, fatto in modo che sembri pur esso una libreria. Alla fanciulla sarà gradito un « angolo» presso la finestra con un tavolino su cui posa il cestello da lavoro, due poltroncine: una è per l’amica. Per terra un tappeto rustico. […]”

La professoressa Lombardini rimarca spesso l’importanza della scelta dei colori per gli ambienti e dice ”bastano da soli a creare eleganze raffinate” e per le camere consiglia “I legni sono chiari? Tessuti d’un riposante color verde acqua o dolce rosantico. I tuoi mobili hanno invece legni scuri? Preferisci il verde pino, il verde muschio, il giallo antico, il marrone dorato. Attenta ai colori delle pareti; debbono essere intonati a quel dato locale, al suo insieme. Una stanza scura ha bisogno di tinte vivaci e solari. Crea gradevoli gemme per accompagnare il colore delle pareti con quello del pavimento […].
Concordo pienamente con la sua affermazione, ma non molto sulle tinte per i legni scuri … questione di gusti!

Pagina dopo pagina si arriva al bagno “Il gabinetto da bagno. E’ un locale importante. Piccolo o grande, abbia molta luce. Vedi che sia possibilmente vicino alla camera da letto. Scegli pavimenti ben lavabili, da preferirsi in color paglierino. Un bagno tutto verd’azzurro o verde assai chiaro, color d’acqua, non ti piacerebbe? La tinozza in ghisa smaltata o in cemento o in maiolica o in marmo sia bassa, posata sul pavimento, grande da contenere almeno 250 litri di acqua. Vedi che vi sia il riscaldamento. Sotto la finestra metti un armadietto con vari scomparti nei quali troveranno posto le scarpe, gli accappatoi, le salviette di spugna ecc.; sul suo piano superiore un cristallo con sotto una stampa a vivaci colori. Alla finestra tende senza disegno di filato artificiale bianco. Una luce diffusa in alto, una lampada sul piano della teletta. Troverà posto nel locale del bagno l’armadietto farmacia. La lastra dello specchio, che potrebbe formare lo sportello del piccolissimo armadio necessario per chiudervi barattoli di creme o ciprie, spazzolini da denti e da unghie … , troverà posto sopra il lavabo.
Mi sembra quasi di vederlo, anzi l’ho visto … penso che sia uno dei peggiori “incubi” dell’Home Stager, l’allestimento del bagno anni ’50!
Nel prossimo post la zona giorno, vi aspetto per continuare la lettura!

Per leggere la prima parte del post “La nostra casa
Per continuare la lettura “La nostra casa” – parte 3

I testi e la foto riportati sono tratti da “La nostra casa” di Lina Rini Lombardini, “La scuola” Editrice, Brescia, 1955.

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