Arredare la zona pranzo

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La zona pranzo; dalla stanza formale del passato a luogo per la convivialità.
Uno spazio da progettare e curare nei dettagli per essere funzionale ed accogliente per essere vissuto con gli amici e la famiglia.
Il mercato oggi offre molte soluzioni che ben si adattano ai diversi stili e gusti. Da quello contemporaneo a quello più classico.

Arredare la zona pranzo

Uno spazio confortevole ed esteticamente bello dato dal rispettando delle proporzioni tra elementi ed ambiente e dal mix di stili, materiali e colori.
Il giusto equilibrio tra design e funzionalità.

Il tavolo è l’elemento principe. Può dare leggerezza allo spazio con trasparenze, forme semplici ed esili strutture. Oppure può dominare la scena per dimensioni e imponenza.
Le forme morbide si conciliano con un’atmosfera calda e le versioni allungabili sono sempre pronte ad accogliere altri ospiti.

La zona pranzo è destinata al relax ed al piacere si stare insieme gustando del buon cibo. Le sedie quindi dovranno essere comode e confortevoli.
Materiali, forme e colori possono conferire più solennità all’ambiente oppure renderlo più informale.

Una buona illuminazione è un fattore importante per questa zona della casa.
Deve essere dosata in modo da creare un’atmosfera accogliente che favorisca la convivialità mettendo a loro agio i commensali.
La luce è anche lo strumento per far risaltare il cibo che viene servito e la mie en place.
Il punto luce a sospensione sopra il tavolo è diventato un must.
La tendenza lo porta a diventare protagonista sia per le dimensioni che per le forme scultoree.

Le pareti; non più solo semplici divisori ma elementi scenici.
Carte da parati e tinteggiature sono in grado di trasformare la zona pranzo.
Elegante e raffinata o eccentrica e colorata.
Elementi che possono conferire carattere alla zona e che ne “delimitano” idealmente la funzione, quando l’ambiente è unico con il soggiorno.

Tante idee, stili e proposte per arredare la zona pranzo, e tu hai scelto la tua?

Le immagini utilizzate sono tratte dal web e dalle aziende Kartell e Lago

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La casa in stile industriale

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La casa in stile industriale è sempre attuale. Uno stile intramontabile che oggi si adatta anche agli appartamenti cittadini.

Cos’è lo stile industriale?
E’ uno stile nato a New York negli anni ’50 con il recupero di vecchie fabbriche e magazzini a scopo abitativo.
E’ qui che ha avuto origine il “loft”.
Lo stile industriale infatti è caratterizzato da ampi spazi senza suddivisioni che ne delimitino le differenti aree funzionali.
Inoltre le altezze notevoli permettono di realizzare dei soppalchi.
Altri elementi che contraddistinguono questi spazi sono la struttura portante e l’impiantistica a vista.
Grandi vetrate, solitamente supportate da una struttura metallica, illuminano gli ambienti.
Lo stile industriale trasporta i caratteri tipologici dei vecchi edifici industriali nel mondo dell’abitare.

La casa in stile industriale

Una casa dallo stile industrial è caratterizzata da materiali grezzi, elementi semplici ed ha un design rigoroso e sobrio.
Attinente anche l’inserimento di elementi vintage e con qualche riferimento metropolitano.
I colori utilizzati sono il grigio, il nero ed il bianco.
I materiali che meglio si prestano per creare un ambiente in stile industriale sono: cemento, legno, mattoni a vista, acciaio, alluminio, ferro e resine.
Questi materiali mescolati tra loro riescono ad evocare le atmosfere degli edifici industriali e dei laboratori artigianali del recente passato.
Gli arredi hanno un design essenziale che permette loro di essere inseriti con libertà nei differenti ambienti; dal bagno alla cucina, dal soggiorno alla camera.
Sono caratterizzati da materiali resistenti, saldature a vista, borchie e ruote.
La luce è uno degli elementi che caratterizzava gli spazi industriali. In mancanza delle grandi vetrate, si può optare per lampade che richiamino quelle originali e che siano in grado di riprodurne l’effetto.

Lo stile industriale può risultare freddo e poco accogliente. Per attenuare questa sensazione si può accostare il legno ai metalli e scegliere forme arrotondate per i l’oggettistica da contrapporre alle linee squadrate degli arredi.

Con una progettazione ad hoc e la selezione dei giusti elementi anche in un appartamento si possono ricreare le atmosfere di un vecchio edificio industriale.
A te piacerebbe vivere in una casa in stile industriale?

Le immagini utilizzate sono tratte dal web

Decluttering per vendere casa

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Per vendere casa oggi non è sufficiente mettere qualche foto e pubblicare un annuncio sui vari portali a disposizione.
Nell’attuale mercato l’offerta è di gran lunga superiore alla domanda ed i potenziali acquirenti sono molto esigenti.
Per vendere casa, oltre al prezzo ed alla zona, quello che conta è l’aspetto di una proprietà e come si presenta.
Tra le tante abitazioni in vendita occorre catturare l’attenzione dei potenziali acquirenti.
Come fare?
Mostrando al meglio la propria casa, curandone l’aspetto ed i particolari.

Oggi è possibile affidarsi ad un Home Stager. Un professionista specializzato nel preparare e valorizzare le proprietà prima di mettere sul mercato.
Una delle operazioni basilari che l’Home Stager consiglia è il decluttering.
Che cos’è?
E’ un procedimento sistematico per riordinare e riorganizzare la casa. Un modo per eliminare il superfluo e ciò che non serve più.
Trascurare la casa quando si è deciso di metterla in vendita non è una buona idea.

Ecco 3 buoni motivi per dedicare il proprio tempo al decluttering quando si vende casa.

Vendere casa, si inizia dal decluttering

1. Vendere uno stile di vita
L’assenza di oggetti personali del proprietario permette al potenziale acquirente di concentrarsi sugli ambienti e sullo stile di vita. In questo modo potrà facilmente immaginare di vivere nella casa.
Si vende uno stile di vita, un sogno.

2. Il giusto valore alla casa
Alleggerire gli spazi dalle cose ingombranti e tenerli ordinati li rende visivamente più grandi.
Si consente, così, di mettere in evidenza lo spazio, la fruibilità e la luminosità degli ambienti restituendone un valore percepito e reale.
Lo spazio vende.

3. Ad ogni ambiente una funzione
Decluttering è anche restituire ad ogni stanza la sua funzione.
Ambienti ordinati e ben curati mostreranno una casa funzionale ed accogliente.
Gli acquirenti comprano emozioni.

Citando la creatrice dell’home staging

decluttering - vendere casa

 

Mini appartamenti: la nuova tendenza dell’abitare

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Mini appartamenti, è la nuova tendenza dell’abitare ed il mercato immobiliare punta su questa tipologia.
I cambiamenti sociali hanno dato una nuova spinta all’immobiliare.
Il mercato si sta adeguando alle nuove esigenze e ai nuovi target. L’offerta sta facendo fronte alle richieste con operazioni realizzate ad hoc.

Le nuove generazioni sempre in movimento, l’aumento delle famiglie composte da una persona, l’impossibilità di accedere ad un mutuo sono i fattori che spingono a cercare alloggi di metratura ridotta e in affitto.
Il bilocale è in Italia la tipologia più locata e rappresenta il 43,7% dei casi (dato Solo Affiti).

Mini appartamenti: la nuova tendenza dell’abitare

Il target di riferimento oggi è rappresentato da single e millennials.
Cercano mini appartamenti ma con caratteristiche ben precise. La richiesta è di spazi confortevoli, ben arredati, curati nei dettagli e dotati di tecnologia in zone preferibilmente centrali e con servizi.
Una tendenza dell’abitare che punta a creare atmosfere accoglienti con beni essenziali riducendo gli ingombri e le cose inutili.

mini appartamenti

All’estero il nuovo modo di abitare ha portato alla realizzazione di nuovi complessi residenziali. Berlino, Francoforte e Amburgo stanno investendo e sviluppando queste tipologie. Ai mini appartamenti affiancano spazi condivisi come lavanderia, sale comuni per lavorare ed in alcuni casi anche con zona pranzo e cucina comuni.

Nel nostro paese c’è un patrimonio edilizio esistente da adeguare alle richieste.
I mini appartamenti più ricercati hanno una dimensione compresa tra i 30 ed i 40 mq (superficie lorda).
Solo a Milano le unità immobiliari fino a 50 mq scambiate nel 2017 hanno superato il 14% del totale. A seguire Torino, 13%, Napoli, 17,1% e Roma con l’11%.
Un mercato che si concentra soprattutto a Milano e che si sta aprendo anche in altre città soprattutto se sedi di facoltà universitarie.

L’offerta però è costituita, soprattutto nelle grandi città, da proprietà datate. Le ristrutturazioni più recenti risalgono agli anni ’80 o 2000.
Ma accanto a questo si stanno facendo strada nuove iniziative con la realizzazione di mini appartamenti funzionali, dai materiali innovativi e dotati di ogni confort.

mini appartamenti

La nuova tendenza dell’abitare riduce gli spazi ma non la qualità!

E tu vivresti in un piccolo spazio?

Le immagini sono tratte da Elle Decor

Vendere casa? Ecco come renderla un prodotto

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Vendere casa?
Occorrono nuove prospettive!
Normalmente chi mette in vendita la propria casa lo fa pensando che bastino un annuncio e qualche foto.
La proprietà entra nel mercato con tutto il suo bagaglio di ricordi ed esperienze.
Per i proprietari, è “bellissima”!

L’attuale mercato immobiliare però è cambiato e occorre affrontarlo in maniera diversa.
Una volta in vendita la casa non è più solo il luogo in cui si vive, ma deve essere vista come un prodotto da vendere sul mercato.
Occorre quindi guardarla con gli occhi del potenziale acquirente.
E’ necessario concentrarsi su ciò che gli acquirenti stanno cercando.

vendere casa

Vendere casa? Ecco come renderla un prodotto

La casa in vendita è un prodotto
Una volta sul mercato la casa è come un qualsiasi altro prodotto e quindi ne segue le regole.
Oggi gli acquirenti hanno una vasta possibilità di scelta. E’ importante quindi che il “prodotto casa” si distingua dalle altre offerte e che sia il più accattivante possibile.
I potenziali acquirenti devono desiderare di acquistarla, devono poter immaginare di viverci.

Ma come si può vedere la casa come un prodotto?

Il distacco emotivo
Il distacco emotivo è il primo step per vendere casa.
I proprietari sono legati emotivamente alla loro casa. E’ ricca di ricordi e di esperienze.
Decidere di vendere la casa a cui si è affezionati può sollevare conflitti psicologici ed emotivi.
La consapevolezza è il primo passo.

Valorizzazione e allestimento: una prova emotivamente impegnativa
Dal punto di vista psicologico molte persone ritengono che la consegna delle chiavi e l’uscita definitiva siano il momento più difficile della vendita della propria casa.
In realtà il distacco inizia con la preparazione. Imballare le fotografie, mettere negli scatolini gli oggetti cari, e vedere i propri spazi allestiti sono fattori che possono avere un impatto emotivo.

Vendere casa, dubbi?
Se si hanno dubbi sulla vendita è meglio non procedere.
Spesso le persone non sono pienamente convinte di voler vendere la propria casa.
A volte avviene in maniera inconsapevole. Il classico “non ho fretta” oppure il fissare un prezzo molto al disopra del valore di mercato sono alcuni dei segnali.
Concentrarsi sui progetti futuri è il modo migliore per affrontare la vendita e riuscire serenamente a preparare la propria casa.

Come gestire il prodotto casa
Nel momento in cui si decide di vendere, una proprietà smette di essere “casa” e diventa “prodotto”.
E’ molto importante disporre di una corretta valutazione, affidarsi a dei professionisti è la soluzione migliore.
Gli altri fattori per il buon esito dell’operazione di marketing sono la valorizzazione e l’immagine. Un intervento di home staging ed un servizio fotografico professionale presenteranno la casa al meglio ed in modo efficace.
Una volta che il prodotto è stato correttamente valutato e preparato è pronto per essere messo in vendita e quindi “in vetrina”.
Una proprietà appositamente preparata per il mercato e per il giusto target avrà la possibilità di emergere tra le altre e di incontrare più velocemente l’acquirente.

E tu sei pronto a vendere la tua casa?
Chiedi la consulenza ad un professionista, Arching è a tua disposizione.

Liberamente tratto da “How to make your home a product” di Brendon DeSimone, per Zillow

Foto dal web

 

la casa in stile urban jungle

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La casa in stile urban jungle è stata la protagonista dell’ultima edizione di Homi, il salone degli stili di vita.
Uno stile proposto per le case di città, per essere circondati dal verde anche se si abita in condominio.

Cos’è lo stile urban jungle?
E’ uno stile che unisce arredamento e design agli effetti benefici del vivere in ambienti ricchi di piante.
Un ambiente in stile urban jungle è caratterizzato da motivi che richiamano foreste rigogliose, viaggi in paesi lontani ed atmosfere retrò.
Foglie, fiori e animali esotici sono i protagonisti di tende, carte da parati, cuscini ed elementi decorativi.

La casa in stile urban jungle

Una casa in stile giungla urbana ha ambienti ricchi di piante con un design tendenzialmente anni ’50 e che attraverso l’illusione conduce in paesi esotici e lontani.
Atmosfere e paesaggi ricostruiti attraverso l’uso di tessuti, stampe e carte da parati raffiguranti flora e fauna tropicali.
I colori che si prestano a creare ambienti urban jungle sono il verde, il giallo e il marrone combinati tra loro o anche su fondo bianco.
I materiali adatti per l’arredamento in questo stile, sono quelli naturali; legno, rattan, pietra, lini e cotoni.
I soggetti che richiamano gli ambienti selvaggi e rigogliosi della foresta sono i preferiti dello urban jungle. Foglie, fiori, frutta, farfalle, pappagalli e fenicotteri popolano tende, cuscini, biancheria, stampe, e piccoli oggetti.

L’aspetto naturale ed esotico della casa in perfetto stile urban jungle ha come protagonista il verde.
Piante dal fogliame rigoglioso ed elegante fanno il loro ingresso in tutti gli ambienti. Dal soggiorno al bagno, dalla cucina al balcone.
Per portare la foresta tropicale in casa è possibile scegliere tra palme, ficus, dracene, dieffenbacchie, orchidee e ibiscus, felci, calpeveneri, piante grasse e rampicanti.

In un ambiente urban jungle tutto riporta alla vita rigogliosa e selvaggia dei tropici, come in un dipinto di Rousseau.

 

A te piacerebbe vivere in una casa in stile urban jungle?

Le immagini utilizzate sono di Martine Design, H&M, Maisons du Monde e web

Bonus verde, la novità del 2018

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Il bonus verde è la novità in termini di detrazioni IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) per il 2018.
Dopo essere stato annunciato più volte è diventato finalmente realtà.
La legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205 del 27.12.2017) ha ufficialmente inserito questa detrazione che è prevista solo per l’anno in corso.

Bonus verde, la novità del 2018

Ecco per quali interventi è possibile chiedere la detrazione e a chi spetta.

1. Come funziona e quali interventi sono detraibili
E’ possibile beneficiare della detrazione IRPEF, nella misura del 36% per le spese sostenute, entro il 31 dicembre 2018, per gli interventi riguardanti:
– la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi.
– La realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
Tra le spese agevolabili sono comprese anche quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi citati.
Gli interventi sono agevolati se effettuati su unità immobiliari ad uso abitativo e sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali.

Il bonus verde è fruibile fino ad un massimo di spesa di 5.000,00 euro per ogni unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo nell’anno in cui la spesa è stata sostenuta e in quelli successivi.
Il bonus verde non è legato ad una ristrutturazione in corso.

2. A chi spetta la detrazione
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti, assoggettati all’IRPEF, che possiedono o detengono in base ad un idoneo titolo (locatari, comodatari, usufruttuari, nudi proprietari) un immobile.

3. Adempimenti
Per poter usufruire della detrazione è necessario effettuare i pagamenti in modo che siano tracciabili (bonifico bancario o postale) e conservare le relative fatture.

Condomini
Anche chi abita in codominio può usufruire della detrazione. In caso di lavori nelle aree comuni l’ammontare massimo della spesa è di 5.000,00 euro per ogni unità abitativa di cui è costituito il condominio.
La detrazione spetta comunque nel limite della spesa imputabile ad ogni singolo condomino ed è vincolata al fatto abbia provveduto al pagamento entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Bonus verde in attesa di chiarimenti
Sull’argomento si è già detto molto ma mancano le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate.
L’ente non ha ancora pubblicato la guida contente ulteriori dettagli così come già avvenuto per le precedenti detrazioni.
Sui lavori occorre fare attenzione e verificare quale tipo di agevolazione è più conveniente. Per le recinzioni ad esempio ci si trova difronte ad una sovrapposizione di bonus.
Questo intervento può rientrare tra i lavori di ristrutturazione che scontano il bonus del 50% e con un ammontare di 96.000,00.

Se stai pensando di usufruire del bonus verde per il giardino, il terrazzo o il balcone Arching è a tua disposizione per progettare e dare una nuova immagine al tuo piccolo o grande spazio verde.
Per informazioni arching.hs @tiscali.it

Legge di Bilancio, Legge n. 205 del 27.12.2017, commi n. 12, 13 e 14
Link alle guide dell’Agenzia delle Entrate

Pacchi e pacchetti sotto l’albero di Natale

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Il Natale sta arrivando!
Il periodo dell’anno in cui tutto è scintillante, le case si vestono a festa e l’aria profuma di cannella.
L’albero si illumina di tante piccole luci ed i pacchetti rendono gioiosa l’atmosfera.

Nella frenesia del momento spesso ci si accontenta del pacchetto fatto dalla commessa del negozio, magari non troppo abile. I sacchetti con il marchio imperversano, tra punti di cucitrice e fiocchi preconfezionati.
Ma la magia del Natale non è anche nei bellissimi pacchetti?
Regali impreziositi da una confezione speciale per far sentire importante chi lo riceverà.
Pacchi e pacchetti confezionati con cura, con carte, nastri, chiudi pacco e biglietti di auguri.

Pacchi e pacchetti sotto l’albero di Natale

Ecco qualche suggerimento per realizzarli e rendere più bello l’albero fino al 25.
Ad ognuno il suo stile.

Carta da pacco, carta decorata, scatole, vasetti e sacchettini. Rametti di abete, bacche, piccole pigne, spezie, fiocchi, spago, nastri, fotografie … spazio alla fantasia.

L’arte di fare pacchetti richiede tempo e pazienza ma permette di gustare di più questa atmosfera di festa. Un gesto in più per sottolineare il piacere di regalare e di dedicare attenzioni alle persone care.

E tu hai trovato il tuo pacchetto?

Buon Natale!

Le immagini sono tratte dal web. Chi ne avesse i diritti può richiedere la cancellazione dell’immagine o l’inserimento dei riferimenti contattando Arching – Architettura d’interni & home staging.

Per rimanere in clima natalizio
La renna sotto l’albero
Christmas is coming

Home staging? Posso farlo anche io!

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Home staging? Posso farlo anche io!
Già, quante volte abbiamo sentito questa frase?
E “bastano una pulita e due cuscini”?
Quanti professionisti si sono sentiti ripetere queste frasi!
Da un lato dopo anni di spiegazioni, esempi e dati l’home staging non è più uno sconosciuto. L’aspetto negativo di tutto questo è che molti si sentono in grado di fare da soli.

Il nostro è un paese bizzarro. Ci sono persone che passano anni sui libri, frequentano corsi e si specializzano; dei professionisti. Ma non c’è formazione che tenga davanti a certe persone. I “tuttologi”, quelli a cui basta cercare su internet e sanno progettare e arredare una casa, fare una ristrutturazione o una valutazione … E se non bastasse c’è sempre “mio cuggino” che di mestiere fa altro però può fornire prestazioni di vario genere.

La colpa è anche dell’Home Stager?
Forse. Si è detto in vari contesti (anche in questo blog) che per valorizzare un immobile occorre pulire, riordinare, riparare ecc. ecc.. Con gli esempi si sono forniti spunti per allestire gli ambienti.
Ma è stato detto tutto?
Certamente no.
Il know-how, quello, è dell’Home Stager. Ha seguito percorsi formativi e ha la capacità di analizzare, progettare e di vedere aspetti degli immobili invisibili agli altri.
Dietro una casa staged e ad una bella immagine ci sono ore di lavoro.
Studio del mercato e del target di riferimento, analisi, progettazione, creatività, competenza e capacità di organizzare e coordinare.

home staging - Arching

Home staging; bastano due cuscini!

Quando sento questa frase mi viene in mente una storia letta tanto tempo fa.
Per risolvere un problema tecnico un imprenditore chiama un professionista. Dopo aver guardato gli ingranaggi della macchina prende un cacciavite e gira una vite. Ed ecco che la lavorazione riprende. Costo dell’intervento 1.000,00 euro. Un conto che l’imprenditore ritiene eccessivo per il lavoro ed il tempo impiegato. Ma il dettaglio della fattura lo fa ricredere.
Girare una vite 1 euro
Sapere quale vite girare 999,00 euro

Semplificando molto, per l’Home Stager non è solo mettere due cuscini ma sapere quali, di che colore e dove.

E tu, fai da solo o ti rivolgi ad un Home Stager?

Affitti brevi, un mercato in espansione?

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Affitti brevi, da qualche anno se ne parla molto. Le ultime novità normative hanno portato alla ribalda l’argomento.
Con affitti brevi si intende una tipologia di affitto che va da 1 notte fino a 18 mesi. All’interno della categoria si può distinguere l’affitto turistico che ha una durata massima di 30 giorni e quello transitorio che non supera i 18 mesi.

Ma a che punto siamo?
La situazione è stata analizzata da Halldis che recentemente ha presentato i risultati del suo osservatorio. La ricerca è stata condotta sugli immobili di 5 città italiane (Milano, Roma, Firenze, Bologna e Venezia). Si riferisce al confronto del primo semestre 2017 con il secondo del 2016.

I dati mostrano un mercato con dinamiche differenti a seconda del territorio e della città.
Permanenza e clientela dipendono della meta.
Le analisi condotte hanno permesso di identificare l’utente medio che preferisce gli affitti brevi alla tradizionale forma ricettiva.
Si tratta di una fascia giovane con un’età compresa tra i 25 ed i 44 anni e in prevalenza donne (62%).
I clienti sono principalmente italiani, primi tra gli stranieri gli americani.

Affitti brevi, Affitti a reve termine, home staging, arching

Affitti brevi, un mercato in espansione?

I dati evidenziano un mercato con tendenza in crescita.
Gli utenti sempre più scelgono i servizi dell’ospitalità ma con la comodità e la componente emotiva di una casa.
Un trend che è destinato confermarsi dato che la fascia che predilige questo tipo di soluzione è al di sotto dei 44 anni.
Una domanda in aumento dovuta anche ai cambiamenti del modo di vivere, lavorare e viaggiare delle persone.
Esistono poi grandi potenzialità se si considera il numero di immobili che potrebbero essere destinati agli affitti brevi. Immobili che nel loro stato di fatto rappresentano per i proprietari più un problema che una fonte di reddito.
Questa è una soluzione alternativa per i proprietari che non vogliono impegnare il loro immobile con formule tradizionali di affitto.
Un appartamento viene trasformato in struttura ricettiva e destinato, così, all’accoglienza dei viaggiatori.
Secondo Halldis “Questa tipologia di affitto consente infatti di incrementare il ritorno sull’investimento portando il rendimento dell’immobile fino al 7%, o comunque nella maggior parte dei casi, permette di coprire i costi che un immobile non utilizzato genera in ogni caso.

Affitti brevi e presentazione.
Il mercato è ancora relativamente nuovo e difficile da codificare contrariamente all’ospitalità convenzionale. Un aspetto da approfondire in futuro per arrivare ad una categorizzazione.
Una delle componenti importanti ai fini del numero delle prenotazioni è la presentazione degli interni. In altri paesi da questo punto di vista si è molto più avanti.
Elevare la qualità degli immobili significa riuscire a proporre un prodotto adatto al target di riferimento. Rivolgendosi alla giusta figura professionale (Home Stager) si possono ottenere ottimi risultati.
Curare gli interni di un’abitazione destinata agli affitti brevi consente di migliorarne la redditività.

 

I dati sono stati forniti da Halldis